NERO A METà. TUTTA LA POESIA DI PINO DANIELE
Nero a metà Dalle origini a Grande Madre tutta la poesia di Pino Daniele
Illustrazioni di Olivia Oliviero
Questa è una storia che ha radici lontane. C’è un giovane soldato nero americano che, abbandonata la sua casa e la sua famiglia per andare a liberare una nazione lontana dall’incubo tedesco. Il ragazzo sbarca a Napoli e rimane irretito dalla bellezza della sirena Partenope, se ne innamora, è corrisposto, tenta un approccio, la donna non si sottrae e dalla loro unione nasce un bambino bellissimo, nero anche lui ma solo a metà. Quel bambino è il simbolo della mescolanza, della fusion, di un meticciato sociale, culturale, artistico ma soprattutto umano. Quel bambino è la chitarra e la voce di Pino Daniele, a metà tra il blues dei neri americani e la musica popolare napoletana.
Quel bambino è Uè men, A me me piace ’o blues, Have You Seen My Shoes. Quel bambino è Napule è, Chi tene ’o mare, Lazzari felici. È il Supergruppo, è l’anima di 200mila persone radunate in Piazza Plebiscito, è l’indice sollevato di Massimo Troisi in Ricomincio da tre. Quel bambino è una carriera più che trentennale costellata di successi e collaborazioni importanti, da Gato Barbieri, a Don Cherry, a Pat Metheny, a Nanà Vasconcelos fino ad arrivare a Eric Clapton.
Quel bambino è la voglia di sperimentare, la passione per le chitarre, l’ostinata idea di non fermarsi mai, anche se il mondo intorno a te non ha più orecchie per ascoltare. Perché, per chi come Pino Daniele ha dentro la bellezza di quel bambino, l’unica cosa davvero importante “è la musica”.
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