PIERO UMILIANI: SOUND WORKSHOP. AUTOGESTIONE, SONORIZZAZIONI E MUSICA ELETTRONICA
Piero Umiliani è stato uno dei protagonisti più innovativi della musica applicata italiana, autore di oltre centocinquanta colonne sonore. Quando si parla di lui si tende spesso a ricordare alcuni episodi emblematici della sua carriera: l’essere stato il primo in Italia a scrivere una colonna sonora interamente jazz, le collaborazioni con musicisti come Chet Baker e il successo planetario di Mah-Nà Mah-Nà, un brano che ha finito per superare in notorietà il suo stesso autore. La sua carriera, però, comprende molti altri aspetti significativi: si intreccia con la storia di altri artisti, con l’evoluzione delle tecnologie audio e con i profondi cambiamenti del mercato discografico del secondo Novecento. Tutti questi elementi trovano una sintesi nel suo studio di registrazione Sound Workshop, aperto nel 1969 e attivo fino al 1984, anno in cui un ictus costrinse Umiliani ad allontanarsi dalla musica per diversi anni. In quel periodo il compositore riuscì a costruire un modello unico, in cui le figure di autore, produttore e editore coincidevano in un’unica persona. Oggi questo approccio è diventato uno standard, reso possibile dal computer, dai software di produzione musicale e dalle piattaforme di streaming. Umiliani, però, riuscì a realizzarlo in un mondo completamente analogico, anticipando di decenni il funzionamento delle etichette indipendenti contemporanee e dimostrando come l’autonomia creativa potesse diventare una vera forma di libertà artistica.
NICCOLÒ VIZZOTTO Trevigiano trapiantato a Roma, registra, pubblica e colleziona musica, e lavora come ingegnere del suono in alcuni dei più iconici studi di registrazione della capitale. È co-fondatore di Controfase Records, etichetta discografica indipendente che esplora e reinterpreta la tradizione italiana della musica per immagini attraverso un approccio analogico e sperimentale.
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.Ok
Piero Umiliani. Sound workshop. Autogestione, sonorizzazioni e musica elettronica
NICCOLÒ VIZZOTTO
PIERO UMILIANI: SOUND WORKSHOP. AUTOGESTIONE, SONORIZZAZIONI E MUSICA ELETTRONICA
Piero Umiliani è stato uno dei protagonisti più innovativi della musica applicata italiana, autore di oltre centocinquanta colonne sonore. Quando si parla di lui si tende spesso a ricordare alcuni episodi emblematici della sua carriera: l’essere stato il primo in Italia a scrivere una colonna sonora interamente jazz, le collaborazioni con musicisti come Chet Baker e il successo planetario di Mah-Nà Mah-Nà, un brano che ha finito per superare in notorietà il suo stesso autore. La sua carriera, però, comprende molti altri aspetti significativi: si intreccia con la storia di altri artisti, con l’evoluzione delle tecnologie audio e con i profondi cambiamenti del mercato discografico del secondo Novecento. Tutti questi elementi trovano una sintesi nel suo studio di registrazione Sound Workshop, aperto nel 1969 e attivo fino al 1984, anno in cui un ictus costrinse Umiliani ad allontanarsi dalla musica per diversi anni. In quel periodo il compositore riuscì a costruire un modello unico, in cui le figure di autore, produttore e editore coincidevano in un’unica persona. Oggi questo approccio è diventato uno standard, reso possibile dal computer, dai software di produzione musicale e dalle piattaforme di streaming. Umiliani, però, riuscì a realizzarlo in un mondo completamente analogico, anticipando di decenni il funzionamento delle etichette indipendenti contemporanee e dimostrando come l’autonomia creativa potesse diventare una vera forma di libertà artistica.